Una piccola analisi sul mondo che sta cambiando

                                               Siamo in piena tempesta 

Chi si sarebbe aspettato uno schiaffo del genere? A dicembre o a gennaio nessuno avrebbe mai immaginato (nemmeno analisti di gran lunga migliori di noi) uno scenario così devastante socialmente ed economicamente. In poche settimane è cambiato tutto: tutto ciò a cui eravamo abituati prima e che abbiamo sempre ritenuto indispensabile è stato sostituito da altro, forse ora veramente indispensabile. D’altronde il sars-Cov-2 è infame e combatte tante battaglie diverse contemporaneamente, mentre noi siamo capaci di difenderci bene una battaglia alla volta, su un terreno di scontro alla volta. Il sars-Cov-2:
  • Ci sta attaccando dal punto di vista fisico, ci fa ammalare. 
  • Ci sta attaccando dal punto di vista sociale, imponendoci forti limitazioni della nostra libertà personale (social distancing strategies).
  • Ci sta attaccando dal punto di vista lavorativo cotringendoci a rimanere a casa o a produrre beni e servizi solo strettamente necessari a vivere e curarci.

Come per tutti i virus influenzali seppur molto contagioso e con alta carica virale, la curva del contagio è destinata ad azzerarsi e vinceremo noi. Ma a che prezzo? C’è un’altra battaglia che il virus ci obbliga a combattere che è appena cominciata e durerà molto: raccogliere le macerie (economiche) e tentare la ripresa, il famoso rimbalzo. 

Le nostre decisioni ora, rappresentano ciò che saremo nei prossimi decenni

Tralasciando gli aspetti di macroeconomia e ciò che riguarda multinazionali e grandi aziende, un ruolo importante sarà quello delle PMI e delle micro imprese italiane che sono la vera ricchezza del paese, nei tanti e diversi settori in cui operano. Ed è proprio da li che bisogna ripartire. Ci saranno necessariamente interventi governativi ed europei, sperando che intervengano senza andare troppo per il sottile, tagliando burocrazia e rating. Ma gli interventi del governo saranno solo un momentaneo beneficio per tenersi a galla. Quando finiranno sarà la domanda di beni e servizi a guidare le scelte delle piccole e medie imprese. Chi può essere così sicuro che già a giugno ogni italiano comprerà tre paia di scarpe, una autovettura, la cucina nuova o cambierà il frigorifero? Nessuno, perchè è la prima volta che viviamo questa crisi e le conseguenze (legate a scelte prudenziali del consumatore finale sopratutto) sono a noi ancora sconosciute. Torneremo ad abbracciarci? probabile ma non scontato, certamente non saremo più quelli di un mese fa.  Questa è l’occasione buona per tirare una linea e cambiare il modo di fare impresa, e questo è un fatto.  

Combattere problemi nuovi con strumenti nuovi

La nostra personale idea è che la ripresa sarà frutto di un agire comune oltre che comunitario. Questo tipo di crisi si supera in primis con un aiuto del governo che ora è INDISPENSABILE, poi facendo rete. Il governo aiuterà le imprese con strumenti di credit easing utilizzando come vettore le banche sistemiche ma le aperture di credito facilitato non ci saranno per sempre, ed è ancora da capire in che modo e con che tempi sarà poi restituta la mole di denaro a leva che si metterà in circolazione, perchè in un modo o nell’altro va restituito. Certamente problemi di nuovo genere non possono essere affrontati con strumenti vecchi ma con strumenti e soluzioni nuove,  strutturandosi e pensando diversamente dal passato. Le parole chiave per il futuro, secondo la nostra opinione, saranno poche e convergenti:

forward guidance: gestire le aziende attraverso una guida e un modello autorevole, perchè la credibilità sarà importante
R&D e Diversificazione: problemi nuovi, strumenti nuovi, prodotti nuovi, mercati nuovi
Disintermediazione: processi legati al credito possono essere disintermediati dal sistema bancario a favore di strumenti finanziari nuovi gestiti con capitale privato
Gestione e monitoraggio: utilizzare soggetti terzi, esterni all’azienda, per evitare il rischio di performance e il rischio di credito negli scambi commerciali. In momenti di difficoltà è facile cedere a compromessi per poter vendere e fatturare in tutta fretta senza considerare nel modo giusto i probabili rischi.

Nuove soluzioni che alla fine dei conti, sono il nostro lavoro.  

Fabio Fracchiolla 

Smartecht – Think-Lab, Advice & Collateral 

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